XAVIER RUDD

xavier rudd

Proverei a fare una valutazione neutrale ma, non sono una critica e non mi interessa esserlo. Amo genuinamente la musica e quando si tratta di Xavier Rudd l’unica cosa che posso dire è “Cavolo! Questo ragazzo è dannatamente fantastico!” E’ difficile essere obiettivi quando la reazione ad una canzone è puramente emozionale. Ho ascoltato per la prima volta Spirit Bird l’estate scorsa, GRAZIE ad un amico che aveva appena assistito al suo concerto a Milano. Mi raccontava di questo straordinario artista australiano polistrumentista che si era esibito, durante l’intero live, suonando contemporaneamente chitarra, percussioni, batteria e didgeridoo. Video sul palco mostravano lui seduto al centro letteralmente circondato di strumenti: yidakis nella parte anteriore, stompbox e grancassa a pedali ai suoi piedi e percussioni assortite sparse a portata di mano. Poi cominciava a cantare. #senzaparole. Ogni volta che ascolto questa canzone mi emoziono talmente tanto che il loop può durare per ore finchè qualcuno con me non ha la lucidità di interromperla. La sua estensione vocale è impressionante e, mano a mano che il ritmo strumentale cresce, anche la voce di  Xavier sembra aprirsi emotivamente e spiritualmente per il suo pubblico. La sua connessione con l’anima intensifica l’impatto della canzone che appare come un viaggio emozionale sempre in salita, dritto verso il cuore. Il mio è stato colpito. Cresciuto tra la sabbia delle spiaggie del Torquay (angolo suggestivo per tutti i surfisti), tra gli alberi delle foreste e a strettissimo contatto con le popolazione aborigene d’Australia di cui è estremo difensore, i testi di Xavier Rudd, classe 1978, hanno un particolare legame con la natura e, tramite Spirit Bird, egli ci da la sua potenziale visione per un mondo migliore. Se proprio non potete calpestare le spiaggie e cavalcare le onde dell’oceano indiano, il suo disco, come tutti i precedenti, vi darà una mano a sognare e a meditare. Inutile dirlo: alto volume.

I would try to make a neutral review, but I’m not a critic and I don’t care to be. I genuinely love the music and when it comes to Xavier Rudd the only thing I can say is “Wow ! This guy is fucking awesome!” It ‘s hard to be objective when the reaction to a song is purely emotional . I listened to Spirit Bird last summer for the first time, THANKS to a friend who had just attended his concert in Milan. He told me about this extraordinary Australian multi-instrumentalist artist who, during the entire live, had played simultaneously guitar, percussion, drums and didgeridoo. Videos on stage showed him sitting in the middle bristling with instruments: yidakis in the front, stompbox and bass drum pedals at his feet and assorted percussion scattered around within easy reach. Then he began to sing. #withoutwords. Every time I listen to this song I get so much excited that the loop can last for hours until someone with me has the clarity to stop it. His vocal range is impressive and, when gradually the instrumental rithm grows, the voice of Xavier seems to open up emotionally and spiritually for his audience. His connection with the soul intensifies the impact of the song that appears to be an emotional journey uphill, straight to the heart. Mine was impressed. Grew up in the sand of the beaches of Torquay (nice corner for all surfers), among the trees of the forests and in straight contact with the Aboriginal population of Australia, the lyrics by Xavier Rudd, born in 1978, have a particular connection with nature, and through Spirit Bird, he gives us his potential vision for a better world. If you really can’t trample on the beach and ride the waves of the Indian Ocean, his album, like all the previous ones, will give you a hand to dream and meditate.

Needless to say: high volume.


XAVIER RUDD – Time to smile

XAVIER RUDD