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Martedì 6 Maggio. Un’amica mi invita alla presentazione del nuovo numero di PIZZA, magazine cartaceo e digitale che tratta di cultura e stile italiano. Il lancio ufficiale avviene presso la galleria Kaufmann Repetto, tempio dell’arte contemporanea diretto dalle sorelle Francesca Kaufmann e Chiara Repetto, da un paio di mesi presenti anche a New York nel quartiere di Chelsea. La galleria milanese si trova all’interno di uno spazio di 400 metri quadrati ristrutturato dall’architetto Frank Boehm. Il cortile anteriore è gremito di gente e, con un bicchiere di vino in mano, immancabilmente ci fermiamo a parlare con alcuni amici che incontriamo sul posto. Fra una chiacchiera e l’altra, dalla grande vetrata noto alcune luci al neon colorate che inevitabilmente attraggono la mia attenzione. Mi fiondo all’interno della galleria ed in stile Alice in Wonderland rimango, come al mio solito, a bocca aperta sommersa in un bagno di luce. La stanza è ricoperta quasi interamente da un’installazione di oltre 500 neon che sulle pareti e sul soffitto creano delle ondate luminose composte da elementi geometrici intricati che però, a prima vista, appaiono informi quasi fossero dei microrganismi. I colori pastello irradiati da queste silenziose ed enigmatiche presenze hanno un effetto rilassante ed estremamente fiabesco. Chiedo informazioni. Pae White il nome dell’artista, classe 1963. Il gallerista mi racconta che il progetto, ispirato ai motivi di un mitologico tappeto volante, era stato inizialmente concepito per la stazione metropolitana di Gloucester Road ed ideato dall’artista californiana come una sorta di fototerapia, per compensare i disturbi stagionali dell’umore, che a Londra, dato il tempo “eccentrico” potrebbero effettivamente essere un problema! All’ultimo momento l’associazione Art On the Undergound, che è parte dell’azienda pubblica dei trasporti londinesi, dopo aver speso circa £ 1,500,000 pound per commissionare l’opera si è resa conto che non sarebbe stato possibile installarla nella metro. L’opera è stata quindi immagazzinata e ha corso il rischio di essere distrutta. Oggi, per la gioia di tutti noi, è stato studiato un programma che permette di riadattare e disporre gli elementi all’interno degli spazi delle gallerie d’arte. Per un pelo ! #lastanzadellemeraviglie 
Van gogh dress by Maison Olivia
Photo Shooting by Gabriele Infrante (@inanutshell)

May, the 6th. A friend invites me to the presentation of a new issue of PIZZA, paper and an online daily magazine about italian culture and style. The official launch takes place at the  Kaufmann Repetto gallery, temple of contemporary art directed by sisters Francesca Kaufmann and Chiara Repetto, since a couple of months also present in New York Chelsea neighborhood. The Milanese gallery is located within an area of ​​400 square meters redesigned by Frank Boehm. The front yard is packed with people and, with a glass of wine in hand, we stop talking with some friends that we meet on the spot. Between a chat and the other, from a big window I notice some colorful neon lights that inevitably catch my attention. I sling inside the gallery and, in a perfect Alice in Wonderland style, i remain, as my usual, open mouth submerged in a bath of light. The room is almost entirely covered by an installation of over 500 neon that on the walls and the ceiling create waves of light composed of intricate geometric elements that, at first glance, appear like microorganisms. The pastel colors radiated by these silent and enigmatic presences have a relaxing and extremely fabulous effect. I ask for information. The name of the artist is Pae White, born in 1963. The gallery owner tells me that the project, inspired by the motifs of a mythological flying carpet, was originally conceived for the Gloucester Road underground station and designed by the Californian artist as a sort of phototherapy to compensate for the seasonal mood disorders that in London could actually be a problem! #fourseasoninoneday. At the last moment the association Art On the Undergound, which is part of the holding of public transport in London, after having spent about £ 1,500,000 pound commission for the work, realized that it was not possible to install it in the underground. The work was then stored and ran the risk of being destroyed. Today, to the delight of us all, it has been studied a program that allows you to readjust and arrange the elements within the spaces of art galleries. By a hair ! #wonderroom
Photo Shooting by Gabriele Infrante (@inanutshell)